Impresa Creativa, alla Cue Press il primo premio di Enrico Agnessi

Vincere un premio per l’innovazione pubblicando libri su Cechov e Stanislavskij? Possibile, se ci si chiama Cue Press, la prima casa editrice digitale (all 100% made in Imola) interamente dedicata alle arti dello spettacolo. La realtà nata a fine 2012 da un’idea di Mattia Visani, trentacinquenne attore e scrittore teatrale, si è infatti assicurata nei giorni scorsi il concorso intitolato Impresa Creativa, stracciando una trentina di rivali da tutta la regione. In via Aspromonte, questa la sede di Cue Press, arriva un riconoscimento in denaro di cinque mila euro lordi. E un’iniezione di fiducia per guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Ma di cosa si occupa l’impresa imolese? Produce libri elettronici e cartacei (con stampa digitale su richiesta), acquistabili sul web nei negozi virtuali o direttamente dal sito dell’editore. La distribuzione arriva in più di cinquanta Paesi in tutto il mondo. Cinque i formati per la lettura: iBooks (una versione dedicata alla piattaforma di Apple); ePub (standard internazionale, fruibile da ogni tipo di dispositivo per la lettura); Mobi (per Amazon Kindle); Pdf; versione cartacea, da ricevere a casa in pochi giorni. Tra i tanti autori pubblicati, da ricordare le opere dei mostri sacri del teatro come Gordon Craig e Vsevolod Mejerchol’d, ma anche quelle dedicate agli imolesi d’adozione Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Ed è proprio questo mix di classico e moderno, di cultura e tecnologia, ad aver convinto la giuria del premio Impresa Creativa.
«Fa piacere che qualcuno si sia accorto di una realtà come questa – commenta Visani –. Il nostro è un laboratorio di idee: vogliamo costruire modelli per nuovi l’editoria e modalità di produzione culturale moderne. La materialità va assottigliandosi sempre di più e non pensiamo il libro come ‘oggetto’, ma come ‘progetto’. Sfruttando l’agilità del digitale, proponiamo il meglio della produzione viva di settore, in vista di un pubblico che esiste ed è reattivo ma non raggiunto, e forse non più raggiungibile, dai metodi dell’editoria tradizionale». Sette i titoli già acquisiti da Cue Press, ai quali vanno aggiunti i circa sessanta che andranno ad arricchire una lista pensata per l’università, gli appassionati di teatro e gli addetti ai lavori. «Definirlo un catalogo di tutto rispetto è dire poco – avverte Visani – al suo interno c’è quanto di meglio sia stato prodotto in quaranta anni di studi teatrali». Il tutto, «lavorando a pieno regime e senza budget», ricorda il fondatore di Cue Press, aiutato a portare avanti il suo progetto da una rete composta da una decina di collaboratori sparsi tra l’Italia e l’Inghilterra. Prezioso anche il contributo delle istituzioni locali, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Banca di Imola. Oltre che di Legacoop. Con queste basi – e in attesa di allargare la produzione anche a libri sul cinema – Cue Press potrà andare lontano. Prossimo appuntamento in agenda, il 15 dicembre. In quella data si conosceranno infatti i nomi dei vincitori dei prestigiosi premi Ubu, vero e proprio punto di riferimento per il teatro Italiano. Cue Press concorre con Visita al padre di Roland Schimmelpfenrug, pubblicato a gennaio di quest’anno e prodotto dal Piccolo di Milano.

Il Resto del Carlino, 3 dicembre 2014