Familiae

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Il Libro

Mentre continuano a raccogliere applausi e gratificazioni da folle di spettatori e addetti ai lavori, gli spettacoli teatrali creati da Tindaro Granata diventano finalmente un libro dove trovare traccia scritta delle sue originali drammaturgie. A cominciare dall’avventurosa epopea, in un dialetto siciliano molto vicino a noi, di Antropolaroid: in cui il fervido autore-attore si scatena nell’attingere dal passato un prisma di tesori affettivi e biografici, al fine di coglierne i celati splendori per quanto possano essere stati confitti nel buio di esistenze vissute con fatica, sofferenza e traumatica efferatezza. Violenze e traumi che ricorrono pure nel successivo testo, Invidiatemi come io ho invidiato voi, emergendo di volta in volta con glaciale mostruosità a trafiggere una scrittura accidentata, fitta di errori e storpiature, in modo da ricostruire il parlato malandato dei protagonisti di un tragico fatto vero di pedofilia. Il trittico di drammi  si chiude poi con l’affondo problematico e intenso portato da Geppetto e Geppetto. 1 papà + 1 papà = un figlio?: ovvero, il sogno di avere un figlio da parte di una coppia di omosessuali, messo a duro confronto con lo sguardo degli altri e di una società condizionata e impaurita dalla sfida grande che comporta l’amare. Il testo è curato da Damiano Pignedoli, con una postfazione di Carmelo Rifici.

L’Autore

Tindaro Granata, nato a Tindari (Messina) nel 1978, è attore, autore e regista teatrale; attivo anche negli ambiti del cinema e della televisione. Debutta come attore professionista nel 2002 con lo spettacolo Pulcinella diretto da Maurizio Scaparro, protagonista Massimo Ranieri. In seguito ha lavorato con registi quali Roberto Guicciardini, Nikita Milivoievic, Cristina Pezzoli, Carmelo Rifici e Serena Sinigaglia. Con Rifici, in particolare, instaura un rapporto di profonda collaborazione, interpretando numerose sue regie di testi moderni e contemporanei: come per esempio Il nemico di Julien Green nel 2007, La testa del profeta di Elena Bono nel 2009, Buio di Sonia Antinori nel 2010, Sanguinare inchiostro di Andrea Castelli nel 2014. Nel 2011, Granata va in scena con Antropolaroid, la sua prima pièce – di carattere autobiografico – con cui conquista il Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro; mentre due anni dopo scrive e mette in scena Invidiatemi come io ho invidiato voi. Il 2013 lo vede insignito di ulteriori riconoscimenti: il Premio Mariangela Melato come Migliore Attore Emergente, l’Enriquez come autore del Miglior Testo di Impegno Civile e infine il Premio Internazionale Orgoglio Siciliano nel Mondo.

Descrizione prodotto

Il Libro

Mentre continuano a raccogliere applausi e gratificazioni da folle di spettatori e addetti ai lavori, gli spettacoli teatrali creati da Tindaro Granata diventano finalmente un libro dove trovare traccia scritta delle sue originali drammaturgie. A cominciare dall’avventurosa epopea, in un dialetto siciliano molto vicino a noi, di Antropolaroid: in cui il fervido autore-attore si scatena nell’attingere dal passato un prisma di tesori affettivi e biografici, al fine di coglierne i celati splendori per quanto possano essere stati confitti nel buio di esistenze vissute con fatica, sofferenza e traumatica efferatezza. Violenze e traumi che ricorrono pure nel successivo testo, Invidiatemi come io ho invidiato voi, emergendo di volta in volta con glaciale mostruosità a trafiggere una scrittura accidentata, fitta di errori e storpiature, in modo da ricostruire il parlato malandato dei protagonisti di un tragico fatto vero di pedofilia. Il trittico di drammi  si chiude poi con l’affondo problematico e intenso portato da Geppetto e Geppetto. 1 papà + 1 papà = un figlio?: ovvero, il sogno di avere un figlio da parte di una coppia di omosessuali, messo a duro confronto con lo sguardo degli altri e di una società condizionata e impaurita dalla sfida grande che comporta l’amare. Il testo è curato da Damiano Pignedoli, con una postfazione di Carmelo Rifici.

L’Autore

Tindaro Granata, nato a Tindari (Messina) nel 1978, è attore, autore e regista teatrale; attivo anche negli ambiti del cinema e della televisione. Debutta come attore professionista nel 2002 con lo spettacolo Pulcinella diretto da Maurizio Scaparro, protagonista Massimo Ranieri. In seguito ha lavorato con registi quali Roberto Guicciardini, Nikita Milivoievic, Cristina Pezzoli, Carmelo Rifici e Serena Sinigaglia. Con Rifici, in particolare, instaura un rapporto di profonda collaborazione, interpretando numerose sue regie di testi moderni e contemporanei: come per esempio Il nemico di Julien Green nel 2007, La testa del profeta di Elena Bono nel 2009, Buio di Sonia Antinori nel 2010, Sanguinare inchiostro di Andrea Castelli nel 2014. Nel 2011, Granata va in scena con Antropolaroid, la sua prima pièce – di carattere autobiografico – con cui conquista il Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro; mentre due anni dopo scrive e mette in scena Invidiatemi come io ho invidiato voi. Il 2013 lo vede insignito di ulteriori riconoscimenti: il Premio Mariangela Melato come Migliore Attore Emergente, l’Enriquez come autore del Miglior Testo di Impegno Civile e infine il Premio Internazionale Orgoglio Siciliano nel Mondo.

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