L’arte del teatro. Il mio teatro

L’arte del teatro. Il mio teatro

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Il Libro

Questo volume riunisce insieme gli scritti fondamentali di Edward Gordon Cralg: L’arte del teatro, silioge di saggi che apparvero dapprima sulla rivista «The Mask» e furono raccolti in volume nel 1911, in cui Craig delinea la sua poetica scenica, nel momento in cui credeva di riuscire a realizzare la sua idea di teatro, già definita nelle sue linee fondamentali, ma non ancora perfezionata e sperimentata; una scelta da Per un nuovo teatro (1913) concreto approccio di Craig alla realtà del palcoscenico e dei testi drammatici, in dialettico rapporto con le continue astrazioni cui egli era istintivamente portato e con la personalissima, geniale visione dei capolavori della letteratura drammatica, che era sua propria; Scena (1923), affascinante saggio in cui proietta in una dimensione storica l’esperienza mitica della Supermarionetta (ossia l’attore perfetto, disincarnato) e degli Screens (scene tridimensionali dalle infinite possibilità di movimento), rivelandone egli stesso il valore di utopia assoluta. Delle sue idee rivoluzionarie (postulava fra l’altro l’indipendenza del regista dall’autore) si è appropriato in parte il teatro moderno: in parte sono considerate ancora «d’avanguardia». Tuttavia già ai suoi tempi esse richiamarono l’interesse del mondo teatrale, che si provò anche a metterle in atto, con scarso esito, o perché le scenografie erano troppo lontane dalla concezione realistica dominante, o per ragioni pratico-economiche (furono di questo tipo quelle che ruppero il sodalizio fra Craig e la Duse), o perché Craig pretendeva di avocare a sé anche la direzione degli attori. Gli scritti di Craig hanno comunque portato nel teatro un soffio innovatore e costituiscono tuttora la croce e la delizia di tutti coloro che si interessano di arte drammatica. Nell’introduzione (cui segue un’articolata scheda biografica con notizie essenziali sui maggiori spettacoli ideati da Craig) Ferruccio Marotti ne mette in luce il valore dal punto di vista delle più avanzate esperienze del teatro contemporaneo, e delinea nei suoi momenti fondamentali un’esegesi del pensiero craighiano.

Gli Autori

Edward Gordon Craig nacque a Stevenage, in Inghilterra, nel 1872. Sua madre era una grande attrice della compagnia di Henry Irving, e per otto anni Craig prese parte come attore alle loro tournées. In seguito si dedicò alla regia e alla scenografia, allestendo spettacoli in tutta Europa, particolarmente in Germania e in Russia. Da Firenze, nel 1908, cominciò a pubblicare la rivista di teatro «The Mask», attraverso cui diffuse il suo credo per oltre vent’anni. Mori, novantaquattrenne, nel 1966.

 

Ferruccio Marotti è nato a Trieste il 1 aprile 1939. Laurea in Lettere e Filosofia nell’Università di Roma, febbraio 1963. Libera docenza in Storia del Teatro e dello Spettacolo nel maggio 1969. Professore di Storia del Teatro e dello Spettacolo nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma dal 1965. Professore ordinario dal 1981. Dal 1972, è stato professore incaricato di Drammaturgia nel corso di laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna e, dal 1975 al 1981, professore di Metodologia della Critica dello Spettacolo. Dal 1981 al 2010 ha diretto il Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma La Sapienza di cui, dal 1987 al marzo 1994, ha diretto il Dipartimento di Musica e Spettacolo. Dal 2011 è professore emerito della stessa università.

Descrizione prodotto

Il Libro

Questo volume riunisce insieme gli scritti fondamentali di Edward Gordon Cralg: L’arte del teatro, silioge di saggi che apparvero dapprima sulla rivista «The Mask» e furono raccolti in volume nel 1911, in cui Craig delinea la sua poetica scenica, nel momento in cui credeva di riuscire a realizzare la sua idea di teatro, già definita nelle sue linee fondamentali, ma non ancora perfezionata e sperimentata; una scelta da Per un nuovo teatro (1913) concreto approccio di Craig alla realtà del palcoscenico e dei testi drammatici, in dialettico rapporto con le continue astrazioni cui egli era istintivamente portato e con la personalissima, geniale visione dei capolavori della letteratura drammatica, che era sua propria; Scena (1923), affascinante saggio in cui proietta in una dimensione storica l’esperienza mitica della Supermarionetta (ossia l’attore perfetto, disincarnato) e degli Screens (scene tridimensionali dalle infinite possibilità di movimento), rivelandone egli stesso il valore di utopia assoluta. Delle sue idee rivoluzionarie (postulava fra l’altro l’indipendenza del regista dall’autore) si è appropriato in parte il teatro moderno: in parte sono considerate ancora «d’avanguardia». Tuttavia già ai suoi tempi esse richiamarono l’interesse del mondo teatrale, che si provò anche a metterle in atto, con scarso esito, o perché le scenografie erano troppo lontane dalla concezione realistica dominante, o per ragioni pratico-economiche (furono di questo tipo quelle che ruppero il sodalizio fra Craig e la Duse), o perché Craig pretendeva di avocare a sé anche la direzione degli attori. Gli scritti di Craig hanno comunque portato nel teatro un soffio innovatore e costituiscono tuttora la croce e la delizia di tutti coloro che si interessano di arte drammatica. Nell’introduzione (cui segue un’articolata scheda biografica con notizie essenziali sui maggiori spettacoli ideati da Craig) Ferruccio Marotti ne mette in luce il valore dal punto di vista delle più avanzate esperienze del teatro contemporaneo, e delinea nei suoi momenti fondamentali un’esegesi del pensiero craighiano.

Gli Autori

Edward Gordon Craig nacque a Stevenage, in Inghilterra, nel 1872. Sua madre era una grande attrice della compagnia di Henry Irving, e per otto anni Craig prese parte come attore alle loro tournées. In seguito si dedicò alla regia e alla scenografia, allestendo spettacoli in tutta Europa, particolarmente in Germania e in Russia. Da Firenze, nel 1908, cominciò a pubblicare la rivista di teatro «The Mask», attraverso cui diffuse il suo credo per oltre vent’anni. Mori, novantaquattrenne, nel 1966.

 

Ferruccio Marotti è nato a Trieste il 1 aprile 1939. Laurea in Lettere e Filosofia nell’Università di Roma, febbraio 1963. Libera docenza in Storia del Teatro e dello Spettacolo nel maggio 1969. Professore di Storia del Teatro e dello Spettacolo nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma dal 1965. Professore ordinario dal 1981. Dal 1972, è stato professore incaricato di Drammaturgia nel corso di laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna e, dal 1975 al 1981, professore di Metodologia della Critica dello Spettacolo. Dal 1981 al 2010 ha diretto il Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma La Sapienza di cui, dal 1987 al marzo 1994, ha diretto il Dipartimento di Musica e Spettacolo. Dal 2011 è professore emerito della stessa università.

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