Prosepettiva Dostoevskij

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Il Libro

«La capacità di innamorarsi del proprio destino, accettandone i colpi e vivendo al massimo tutte le esperienze che la vita gli riserva, senza mai giudicare nessuno: con questo spirito ha vissuto e ha scritto Fëdor Dostoevskij ed è questo il motivo principale che ci ha portato a sceglierlo come guida e fonte di ispirazione per la nostra poetica teatrale». Alberto Oliva e Mino Manni, nel 2011, fondano l’associazione culturale I Demoni con cui realizzano cinque spettacoli tratti dai testi di Dostoevskij, qui raccolti nei loro adattamenti originali: La confessione, Ivan e il diavolo, Il topo del sottosuolo, Il giocatore, fino a Delitto e castigo, prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano a coronamento del progetto. In questi testi incubi e visioni al confine con la follia si alternano a scene di crudo realismo fra i vicoli di Pietroburgo, con bettole e squallide stanzine da cui ci si spia, si piange e si ama, in un trionfo di vitalità e teatro.

Gli Autori

Alberto Oliva, classe 1984, si laurea in Scienze dei Beni culturali all’Università Statale di Milano, si diploma in regia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2009, realizza diversi spettacoli, fra cui Il venditore di sigari di Amos Kamil (Teatro Litta), Il Ventaglio di Goldoni, ll Mercante di Venezia di Shakespeare, Enrico IV di Pirandello (prodotti dal Contato del Canavese), Signorina Else al Teatro Stabile di Napoli, Giulio Cesare e Salomè al Teatro Litta. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come regista emergente. Nel 2014 vince il premio Biennale College per la realizzazione di un’opera lirica originale e nel 2017 cura la regia di Inori di Stockhausen per la serata inaugurale della sezione Musica della Biennale di Venezia.

 

Mino Manni si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano, si diploma alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman nel 1991, lavora con alcuni grandi registi del panorama teatrale e cinematografico italiano, fra cui Massimo Castri, Giancarlo Cobelli, Franco Però, Cesare Lievi, Glauco Mauri, Antonio Calenda, Armando Pugliese, Jerome Savary, Luca de Fusco, Marco Bellocchio. E’ coprotagonista del film ‘Casomai’ di Alessandro D’Alatri, partecipa al Grande Sogno di Michele Placido e lavora con Dario Argento in ‘Non ho sonno’. Nel 2017 vince il Premio Franco Enriquez per Cleopatras di Giovanni Testori con Marta Ossoli.

Descrizione prodotto

Il Libro

«La capacità di innamorarsi del proprio destino, accettandone i colpi e vivendo al massimo tutte le esperienze che la vita gli riserva, senza mai giudicare nessuno: con questo spirito ha vissuto e ha scritto Fëdor Dostoevskij ed è questo il motivo principale che ci ha portato a sceglierlo come guida e fonte di ispirazione per la nostra poetica teatrale». Alberto Oliva e Mino Manni, nel 2011, fondano l’associazione culturale I Demoni con cui realizzano cinque spettacoli tratti dai testi di Dostoevskij, qui raccolti nei loro adattamenti originali: La confessione, Ivan e il diavolo, Il topo del sottosuolo, Il giocatore, fino a Delitto e castigo, prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano a coronamento del progetto. In questi testi incubi e visioni al confine con la follia si alternano a scene di crudo realismo fra i vicoli di Pietroburgo, con bettole e squallide stanzine da cui ci si spia, si piange e si ama, in un trionfo di vitalità e teatro.

Gli Autori

Alberto Oliva, classe 1984, si laurea in Scienze dei Beni culturali all’Università Statale di Milano, si diploma in regia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2009, realizza diversi spettacoli, fra cui Il venditore di sigari di Amos Kamil (Teatro Litta), Il Ventaglio di Goldoni, ll Mercante di Venezia di Shakespeare, Enrico IV di Pirandello (prodotti dal Contato del Canavese), Signorina Else al Teatro Stabile di Napoli, Giulio Cesare e Salomè al Teatro Litta. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come regista emergente. Nel 2014 vince il premio Biennale College per la realizzazione di un’opera lirica originale e nel 2017 cura la regia di Inori di Stockhausen per la serata inaugurale della sezione Musica della Biennale di Venezia.

 

Mino Manni si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano, si diploma alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman nel 1991, lavora con alcuni grandi registi del panorama teatrale e cinematografico italiano, fra cui Massimo Castri, Giancarlo Cobelli, Franco Però, Cesare Lievi, Glauco Mauri, Antonio Calenda, Armando Pugliese, Jerome Savary, Luca de Fusco, Marco Bellocchio. E’ coprotagonista del film ‘Casomai’ di Alessandro D’Alatri, partecipa al Grande Sogno di Michele Placido e lavora con Dario Argento in ‘Non ho sonno’. Nel 2017 vince il Premio Franco Enriquez per Cleopatras di Giovanni Testori con Marta Ossoli.

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