Colette e l’arte del travestimento

Sarah Bernhardt, Colette e l’arte del travestimento

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Il Libro

Di personaggi alti e plebei, allegri e drammatici, sovente trasgressivi, era gremito l’ambiente parigino fra Ottocento e Novecento. E tali sono anche i personaggi guida di questo libro: l’attrice più grande e la narratrice di maggior futuro del periodo, che attraversarono l’una il mondo dell’altra incontrandosi una sola volta. Il travestimento entrò nella loro arte e nella loro vita, in un tempo dal travestimento segnato, in senso sia leggero che tragico. Ma se ci si travestiva allora in più sensi, Sarah Bernhardt e Colette conferiscono un cuore teatrale, problematicamente teatrale, a queste pagine. Il teatro, come il travestimento, fa diventare un altro, un’altra; e con forza tale che un’attrice senza padre legale – Sarah – creò allora sconvolgenti personaggi maschili, e una piccola artista di caffè concerto – Colette – ne fu stimolata a cercarsi nella scrittura. Questa e altre dilatazioni disciplinari, fra storia e letteratura, preparano incontri ulteriori, il più importante dei quali, con Virginia Woolf, funge da commiato. La trama stessa dei riferimenti ha fatto della storia delle donne l’altro osservatorio privilegiato dell’analisi. Non a caso la vita condotta oltre i limiti prestabiliti fece delle attrici fra i due secoli figure di riferimento delle emancipazioniste e delle donne in genere. Arduo era il processo di assunzione e superamento dei ruoli nell’arte e nella vita; e il travestimento fu, per molte, un segno sociale di affermazione dell’identità, affrancata dal «femminile», in una sfida-esperienza a tutto campo. Un mondo altro è così dischiuso da questo libro, non solo storico.

L’Autore

Laura Mariani, insegna Storia dell’Attore all’Università di Bologna. Ha scritto L’attrice del cuore. Storia di Giacinta Pezzana attraverso le lettere (Le Lettere 2005), Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe (Titivillus 2012), Quelle dei Pupi erano belle storie. Vita nell’arte di Pina Patti Cuticchio (Liguori 2014). Ha curato con Claudio Meldolesi e Angela Malfitano La terza vita di Leo. Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna (Titivillus 2010) e, con Ferdinando Taviani e Mirella Schino, Pensare l’attore, una raccolta di saggi di Meldolesi (Bulzoni 2013). I suoi studi attuali riguardano il lavoro dell’interpretazione di attori-registi come Toni Servillo ed Elio De Capitani. Nel 1983 ha vinto il premio Vittime e Martiri di Sant’Anna di Stazzema con Quelle dell’idea. Storie di detenute politiche 1927-1948 (De Donato 1982).

Descrizione prodotto

Il Libro

Di personaggi alti e plebei, allegri e drammatici, sovente trasgressivi, era gremito l’ambiente parigino fra Ottocento e Novecento. E tali sono anche i personaggi guida di questo libro: l’attrice più grande e la narratrice di maggior futuro del periodo, che attraversarono l’una il mondo dell’altra incontrandosi una sola volta. Il travestimento entrò nella loro arte e nella loro vita, in un tempo dal travestimento segnato, in senso sia leggero che tragico. Ma se ci si travestiva allora in più sensi, Sarah Bernhardt e Colette conferiscono un cuore teatrale, problematicamente teatrale, a queste pagine. Il teatro, come il travestimento, fa diventare un altro, un’altra; e con forza tale che un’attrice senza padre legale – Sarah – creò allora sconvolgenti personaggi maschili, e una piccola artista di caffè concerto – Colette – ne fu stimolata a cercarsi nella scrittura. Questa e altre dilatazioni disciplinari, fra storia e letteratura, preparano incontri ulteriori, il più importante dei quali, con Virginia Woolf, funge da commiato. La trama stessa dei riferimenti ha fatto della storia delle donne l’altro osservatorio privilegiato dell’analisi. Non a caso la vita condotta oltre i limiti prestabiliti fece delle attrici fra i due secoli figure di riferimento delle emancipazioniste e delle donne in genere. Arduo era il processo di assunzione e superamento dei ruoli nell’arte e nella vita; e il travestimento fu, per molte, un segno sociale di affermazione dell’identità, affrancata dal «femminile», in una sfida-esperienza a tutto campo. Un mondo altro è così dischiuso da questo libro, non solo storico.

L’Autore

Laura Mariani, insegna Storia dell’Attore all’Università di Bologna. Ha scritto L’attrice del cuore. Storia di Giacinta Pezzana attraverso le lettere (Le Lettere 2005), Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe (Titivillus 2012), Quelle dei Pupi erano belle storie. Vita nell’arte di Pina Patti Cuticchio (Liguori 2014). Ha curato con Claudio Meldolesi e Angela Malfitano La terza vita di Leo. Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna (Titivillus 2010) e, con Ferdinando Taviani e Mirella Schino, Pensare l’attore, una raccolta di saggi di Meldolesi (Bulzoni 2013). I suoi studi attuali riguardano il lavoro dell’interpretazione di attori-registi come Toni Servillo ed Elio De Capitani. Nel 1983 ha vinto il premio Vittime e Martiri di Sant’Anna di Stazzema con Quelle dell’idea. Storie di detenute politiche 1927-1948 (De Donato 1982).

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