Teatro d’origine

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Il Libro

Teatro
Avevo un bel pallone rosso
L’officina. Storia di una famiglia
Mad in Europe
Angela Dematté porta in scena una parte dell’Italia del nord spesso ignorata o dimenticata, racchiusa tra le montagne del Trentino. Il suo è un punto di vista particolare che però, attraversando la grande Storia e i grandi movimenti degli affetti famigliari, si rende universale. Avevo un bel pallone rosso è la storia di Mara Cagol, fondatrice delle Br ma è anche analisi del rapporto tra un padre e una figlia. L’officina. Storia di una famiglia è un’epopea sulla concezione del lavoro nell’uomo occidentale dell’ultimo secolo, ma è anche la storia di Sonia e del suo essere figlia e autrice. Mad in Europe è una metafora della crisi europea, ma è anche il racconto dell’interiorità di una donna e del suo diventare madre. Fil rouge di questa raccolta è il rapporto drammatico con la lingua d’origine. Margherita usa il linguaggio ideologico per staccarsi dal padre, Sonia cerca di fuggire dalla tradizione attraverso le forme del post-moderno, Mad, infine, si carica del fardello di Sonia e Margherita: dalla mescolanza disordinata delle lingue europee precipita in un grammelot indistinto e bestiale, per riaffondare poi nel suo idioma delle origini. Nella sua vivisezione delle relazioni umane e famigliari, l’autrice non cessa di proporre la speranza di una ricomposizione: le parole rinascono nella possibilità di spalancarsi all’altro e di essere da lui cambiati.

L’Autore

Angela Dematté nata e cresciuta in Trentino, si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere Moderne e si diploma all’Accademia dei Filodrammatici. Lavora per qualche anno come attrice. Nel 2009 scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il cinquantesimo Premio Riccione e il Premio Golden Graal Astro nascente per il teatro. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici, con il quale inizia una profonda ricerca che dà alla luce alcuni spettacoli: L’officina. Storia di una famiglia, Chi resta scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi, Clitennestra o la morte della tragedia per Elisabetta Pozzi, Il compromesso per gli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, Ifigenia, liberata prodotto dal Lac di Lugano e dal Piccolo Teatro di Milano. Negli stessi anni lavora su altri progetti: Stragiudamento e La bisbetica domata per la regia di Andrea Chiodi, Stava la madre, regia di Sandro Mabellini, Guida estrema di puericultura scritto con Francesca Sangalli, regia di Renato Sarti, spettacolo finalista al Premio Dante Cappelletti. Mentre aspetta il suo terzo figlio nasce Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e arriva seconda al Premio Sonia Bonacina. J’avais un beaux ballon rouge, traduzione del suo primo testo, è in scena in Francia, Svizzera, Belgio e Lussemburgo per quattro stagioni con la regia di Michel Didym e gli interpreti Richard e Romane Bohringer.

Descrizione prodotto

Il Libro

Teatro
Avevo un bel pallone rosso
L’officina. Storia di una famiglia
Mad in Europe
Angela Dematté porta in scena una parte dell’Italia del nord spesso ignorata o dimenticata, racchiusa tra le montagne del Trentino. Il suo è un punto di vista particolare che però, attraversando la grande Storia e i grandi movimenti degli affetti famigliari, si rende universale. Avevo un bel pallone rosso è la storia di Mara Cagol, fondatrice delle Br ma è anche analisi del rapporto tra un padre e una figlia. L’officina. Storia di una famiglia è un’epopea sulla concezione del lavoro nell’uomo occidentale dell’ultimo secolo, ma è anche la storia di Sonia e del suo essere figlia e autrice. Mad in Europe è una metafora della crisi europea, ma è anche il racconto dell’interiorità di una donna e del suo diventare madre. Fil rouge di questa raccolta è il rapporto drammatico con la lingua d’origine. Margherita usa il linguaggio ideologico per staccarsi dal padre, Sonia cerca di fuggire dalla tradizione attraverso le forme del post-moderno, Mad, infine, si carica del fardello di Sonia e Margherita: dalla mescolanza disordinata delle lingue europee precipita in un grammelot indistinto e bestiale, per riaffondare poi nel suo idioma delle origini. Nella sua vivisezione delle relazioni umane e famigliari, l’autrice non cessa di proporre la speranza di una ricomposizione: le parole rinascono nella possibilità di spalancarsi all’altro e di essere da lui cambiati.

L’Autore

Angela Dematté nata e cresciuta in Trentino, si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere Moderne e si diploma all’Accademia dei Filodrammatici. Lavora per qualche anno come attrice. Nel 2009 scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il cinquantesimo Premio Riccione e il Premio Golden Graal Astro nascente per il teatro. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici, con il quale inizia una profonda ricerca che dà alla luce alcuni spettacoli: L’officina. Storia di una famiglia, Chi resta scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi, Clitennestra o la morte della tragedia per Elisabetta Pozzi, Il compromesso per gli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, Ifigenia, liberata prodotto dal Lac di Lugano e dal Piccolo Teatro di Milano. Negli stessi anni lavora su altri progetti: Stragiudamento e La bisbetica domata per la regia di Andrea Chiodi, Stava la madre, regia di Sandro Mabellini, Guida estrema di puericultura scritto con Francesca Sangalli, regia di Renato Sarti, spettacolo finalista al Premio Dante Cappelletti. Mentre aspetta il suo terzo figlio nasce Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e arriva seconda al Premio Sonia Bonacina. J’avais un beaux ballon rouge, traduzione del suo primo testo, è in scena in Francia, Svizzera, Belgio e Lussemburgo per quattro stagioni con la regia di Michel Didym e gli interpreti Richard e Romane Bohringer.

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