Dall’altra parte dell’America

La trilogia americana di Arturo Cirillo

Ha viaggiato come Emilio Salgari, il regista e attore Arturo Cirillo, nella sua esplorazione pluriennale della drammaturgia americana.

Ha incontrato gli Stati Uniti senza solcare l’oceano, rimanendo non solo in Italia, ma claustrofobicamente chiuso in quella gabbia della mente che è la famiglia, l’eterno nucleo incandescente delle relazioni personali e familiari.

Non c’è bisogno di visitare la sterminata provincia americana, inutile guidare sulla Route 66, non serve confrontarsi concretamente l’American Dream, per capire le sfumature, le sottigliezze, i dolori, i sogni degli esseri umani. E grazie a questo approccio, allora, Arturo Cirillo ha dato nuova vita a Tennessee Williams, Edward Albee ed Eugene O’Neill…

Andrea Porcheddu

La trilogia americana è stata questo: domandarsi su cosa sia il recitare. E cosa sia il buon recitare. Non ho risposte definitive o assolute. Ma non credo ci sia un contrasto tra vita e scena, tra verità e finzione: penso invece sia intrigante interrogarsi su quanto la realtà sia anche immaginaria, quanto il ricordo sia anche un’invenzione. Questi testi sono un continuo rapportarsi con il naturale e l’artificio [...] una lotta, un duello, un interrogarsi continuo, fino all’ultima replica…

Arturo Cirillo

Andrea Porcheddu

Critico teatrale e studioso.

Va a teatro dal 1988, più o meno ogni sera.

Collabora con «glistatigenerali.com», con «L’Espresso», «Che-fare.com» e con altre testate nazionali e internazionali.

Lavora come autore e conduttore per Radio3 Rai.

Nel suo percorso ha incontrato Emma Dante, Ascanio Celestini, Virgilio Sieni, Ricci-Forte e molti altri artisti cui ha dedicato libri e saggi.

Tiene corsi all’Università (all’Università di Roma La Sapienza) e laboratori di critica.

Si è dedicato alle teorie critiche applicate alla scena italiana con Questo fantasma, il critico a teatro (Titivillus) e cura la collana Le Città del Teatro di Cue Press, con cui ha pubblicato il libro Che c’è da guardare? La critica di fronte al teatro sociale d’arte (2017).

Arturo Cirillo

Attore e regista, di prosa con incursione nella lirica.

La sua formazione è legata ad esperienze piuttosto diverse tra l’oro: gli studi giovanili di danza classica, il diploma all’Accademia Silvio d’Amico, i dieci anni nella compagnia di Carlo Cecchi.

Tra le sue regie ricordiamo i percorsi nel teatro di Annibale Ruccello (L’ereditiera, Le cinque rose di Jennifer, Ferdinando) e di Molière (Le intellettuali, L’avaro, La scuola delle moglie).

Oltre agli altri autori napoletani Eduardo Scarpetta con Mettiteve a fa’ l’amore cu me! e Miseria e nobiltà, Raffaele Viviani con Fatto di cronaca, Giuseppe Patroni Griffi con l’adattamento teatrale di Scende giù per Toledo, Antonio Petito con Don Fausto.

Ha messo in scena come drammaturgia contemporanea due testi di Tiziano Scarpa (L’inseguitore e Leopardi) oltre a La piramide di Copi.

Sulla prima parte del suo percorso teatrale esiste un volume a cura di Andrea Porcheddu (Titivillus).