Il teatro del futuro

Nel trattato del 1909, La rivoluzione del teatro, Georg Fuchs illustra il suo Künstlertheatre, un «teatro-tempio» innovativo sia per la dimensione e la costruzione della scena sia per le modalità di produzione degli spettacoli.

Questo luogo rivoluzionario doveva essere un edificio semplice e solenne, nel quale, lavorando su elementi come il suono e la luce, si potesse superare l’isolamento individuale ed «elevare lo spirito dello spettatore», rivelando anche il carattere sacrale della rappresentazione.

Avvicinatosi all’arte durante l’adolescenza, utilizzandola come forma d’evasione, rimane affascinato dal rito del teatro, nel quale scopre il mondo meraviglioso, la creatività persa nella realtà quotidiana ma ritrovata e rappresentata, appunto, sulla scena.

Trova ispirazione nel Passionspiel, una rappresentazione sacra, sulla base della quale il teatro deve recuperare la sua dimensione di festa, un tempo ideale che è possibile ripristinare solamente all’interno dell’edificio, e contemporaneamente diventare un ponte capace di collegare il popolo tedesco e la scena.

Questo è il teatro del futuro, frutto di una rivoluzione che coinvolge l’ambiente teatrale, l’attore e il pubblico.

Compiendo un grande balzo in avanti, verso l’avanguardia, Georg Fuchs riesce a diffondere e posizionare le sue teorie in un contesto anti-tradizionalista, rivolto all’innovazione.

A cura di Eloisa Perone.

Georg Fuchs

Teorico dello spettacolo, direttore teatrale e drammaturgo tedesco, nasce a Beerfelden nel 1868.

Nei saggi Die Schaubühne der Zukunft [Il teatro del futuro] e Die Revolution des Theaters [La rivoluzione del teatro] propugnò un teatro che si ricollegasse ad antiche tradizioni, intese come una comunione ritualistica tra attori e spettatori, oltre ogni finalità puramente ricreativa.

Le sue idee influirono su diversi registi russi, in particolare su Mejerchol’d.

Muore nel 1949 a Monaco.

Eloisa Perone

Eloisa Perone è stata assegnista di ricerca in Storia del Teatro all’Università di Torino.

Dal 2000 si occupa anche di teatro, dove traduce e riscrive testi letterari per la scena.

Ha lavorato, in particolare, su autori del primo Novecento berlinese, ricercando nei testi tratti di ritualità teatrale e tracce di riscrittura religiosa o mitologica.