Lessico del dramma moderno e contemporaneo

Dalla A di Azione alla V di Voce, una cinquantina di parole chiave che permettono di orientarci in uno studio delle drammaturgie moderne e contemporanee.

Un’immersione dentro quella ‘crisi della forma drammatica’ che si apre negli ultimi decenni del diciannovesimo secolo e si protrae fino ai giorni nostri.

Uno strumento prezioso, allo stesso tempo teorico, metodologico e analitico, per affrontare le scritture drammatiche del passato – legate al Naturalismo e al Simbolismo – e del presente.

Il Lessico è stato compilato da una ventina di saggisti, professori, dottorandi, autori, legati al gruppo di ricerca Poetica del dramma moderno e contemporaneo dell’Institut d’Études théâtrales dell’Université Paris III: Florence Baillet, Laurence Barbolosi, Jean-Louis Besson, Clémence Bouzitat, Joseph Danan, Laurent Gaudé, Kerstin Hausbei, Céline Hersant, Françoise Heulot, Geneviève Jolly, Hélène Kuntz, Patrick Leroux, David Lescot, Mireille Losco, Martin Mégevand, Tania Moguilevskaïa, Alexandra Moreira da Silva, Catherine Naugrette, Muriel Plana, Jean-Loup Rivière, Arnaud Rykner, Jean-Pierre Ryngaert, Jean-Pierre Sarrazac, Catherine Treilhou-Balaudé.

A cura di Davide Carnevali, traduzione Lucia De Girolamo.

Contributi di Marco Consolini e Gerardo Guccini.

Jean-Pierre Sarrazac

Nato nel 1946 è un drammaturgo, regista, formatore di attori e docente universitario francese.

È uno dei più importanti studiosi a livello mondiale, tradotto e pubblicato in molte lingue e paesi.

Fondatore nel 1995 del gruppo di ricerca sulla poetica del dramma moderno e contemporaneo, che ha diretto fino al 2010 con Jean-Pierre Ryngaert nell’Istituto di Studi Teatrali di Parigi 3.

A curato numerose pubblicazioni collettive a cui i diversi membri del gruppo sono invitati a collaborare, sia sotto forma di rivista o di libro, come il libro tributo a Bernard Dort o il Lessico del dramma moderno e contemporaneo.

Le sue teorie e la sua pratica continuano la riflessione sulla crisi del dramma contemporaneo, facendo riferimento ad autori quali Strindberg, Brecht, Beckett e Koltès, una ricerca originariamente nutrita dalla fertile influenza di Bernard Dort.

Ha portato alla teatrologia contemporanea numerosi concetti originali e contibuti di notevole spessore terorico.

Davide Carnevali

Nato a Milano nel 1981, è autore, teorico, docente, traduttore dal catalano e dallo spagnolo.

Ha conseguito il dottorato all’Universitat Autònoma de Barcelona dopo un periodo di studi alla Freie Universität Berlin.

La sua ricerca si concentra sull’analisi di strutture drammatiche che si oppongono ai principi di coerenza derivati dalla logica classica.

Tradotte in dodici lingue, le sue drammaturgie sono state presentate in diversi festival e stagioni teatrali internazionali.

Con Variazioni sul modello di Kraepelin (Einaudi, 2018) vince nel 2009 il Theatertext als Hörspiel al Theatertreffen di Berlino, il Premio Marisa Fabbri al Premio Riccione per il Teatro e, nel 2012, il Prix de les Journées de Lyon des Auteurs.

Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse riceve il Premio Scintille del Festival Asti Teatro 2010 e il Premio Borrello alla nuova drammaturgia 2011.

Nel 2013 viene incluso tra i trentacinque autori più rappresentativi della storia dello Stückemarkt Theatertreffen e si aggiudica il Premio Riccione per il Teatro con Ritratto di donna araba che guarda il mare.