Lettere

Quella di Strindberg fu una vicenda umana psicologicamente lacerata, ricca di intensi e complessi rapporti sentimentali e intellettuali.

Franco Perrelli propone qui una biografia del grande scrittore e drammaturgo svedese presentando e commentando allo stesso tempo una scelta di centosettantasei lettere tratte dal suo immenso epistolario e finora inedite nel nostro paese.

Nella lettura di questa corrispondenza con i familiari, gli amici, altri intellettuali (fra cui anche Nietzsche e Gauguin), si osserva l’affiorare di una sensibilità spasmodicamente attenta alle sottili sfumature dei rapporti umani (il contrasto e la lotta fra i sessi, il fondamento primitivo e brutale della personalità umana), la tensione costante verso l’elaborazione di una scrittura che, aperta alle suggestioni delle avanguardie artistiche del primo decennio del Novecento, cerca di liberarsi dalle pastoie e dai vincoli dello stile di fine Ottocento per costruire una diversa maniera espressiva e cogliere il reale nella narrazione e sulla scena.

Franco Perrelli

È ordinario di Discipline dello Spettacolo presso il Dams dell’Università di Torino.

Premio Pirandello 2009 per la saggistica teatrale, nel 2014, gli è stato attribuito il prestigioso Strindbergspris della Strindbergssållskap di Stoccolma per i suoi studi sul drammaturgo svedese.

Fra le sue ultime pubblicazioni: La seconda creazione. Fondamenti della regia teatrale (Torino, Utet, 2005); I maestri della ricerca teatrale. Il Living, Grotowski, Barba e Brook (Roma-Bari, Laterza, 2007); Strindberg: la scrittura e la scena (Firenze, Le Lettere, 2009); Ludvig Josephson e l’Europa teatrale (Acireale-Roma, Bonanno, 2012); Storia della scenografia. Dall’antichità al ventunesimo secolo (Roma, Carocci, 2013); Poetiche e teorie del teatro (Roma, Carocci, 2015); Strindberg l’italiano (Bari, Edizioni di Pagina, 2015).

August Strindberg

Nato e deceduto a Stoccolma (1849 - 1912), August Strindberg, per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), è annoverato insieme al norvegese Henrik Ibsen all’apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo.

Diplomatosi nel 1867, tentata e fallita la via di una carriera come attore, nel 1870 decise di iscriversi all’Università di Uppsala, che dovette abbandonare per difficoltà economiche dopo appena due anni.

Tornato nella capitale, nel 1874 poté lavorare come giornalista per il quotidiano «Dagens Nyheter» e soprattutto accedere alla mansione di bibliotecario reale nella Biblioteca reale fino al 1882.

L’esordio letterario avvenne nel 1879 con l’uscita de La camera rossa, mentre l’opera Maestro Olof, concepita già nel 1871, oggetto di alte aspettative per Strindberg, fu respinta dai teatri e dovette attendere il 1881 per essere rappresentata.

Negli anni successivi l’opera storica Il popolo svedese (1881) e il romanzo Il nuovo regno (1882), composte in uno stile realista e rivolte con una forte critica a tutte le istituzioni sociali, gli valsero critiche tanto aspre da spingerlo a trasferirsi prima a Parigi (1883) e, più tardi, in Svizzera.

Durante il soggiorno all’estero continuò a scrivere e pubblicare volumi come la raccolta di racconti Sposarsi (1884-86, di cui uno intitolato La casa delle bambole scritto in risposta al dramma di Ibsen Casa di bambola), i romanzi autobiografici Il figlio della serva (1886) e Apologia di un pazzo (1886-87), le pièce Il padre (1887) e altri drammi critici delle realtà sociali come La signorina Giulia (1888) e la raccolta di saggi Utopie nella realtà (1885). 

Ritornato in patria nel 1889, nel 1907 fondò con A. Falk il Teatro Intimo di Stoccolma, creato sul modello del Kammerspielhaus di Max Reinhardt, dove mettere in scena gli innovativi Drammi da camera.