’Tis Pity She’s a Whore

Il teatro di John Ford e la fortuna di una tragedia crudele

Pubblicata per la prima volta a Londra nel 1633, ’Tis Pity She’s a Whore [Peccato che fosse puttana] di John Ford è opera eccessiva e sanguinosa, per molti aspetti emblematica di un’epoca, il primo Seicento inglese, instabile e attraversata da forze destinate a lacerare il tessuto socio-politico della nazione, fino all’atto estremo, la decapitazione del Re.

A lungo dimenticata, ’Tis Pity con le sue ombre e i suoi bagliori è tornata ad avere voce in epoca contemporanea, attirando l’attenzione di importanti drammaturghi, registi e scrittori: da Maeterlinck, con la sua lettura simbolista, al teatro della crudeltà di Artaud, alle messe in scena di Visconti e Ronconi, fino a Sarah Kane e allo In-Yer-Face Theatre, passando per l’originale riscrittura proposta da Angela Carter in forma di short story.

Il presente volume propone un’analisi sfaccettata della drammaturgia di Ford e del suo capolavoro, osservati in primo luogo all’interno del contesto culturale e sociale che li vide fiorire, con l’obiettivo di cogliere i segni e far emergere le ragioni di quella rinnovata fortuna che, a partire dalla fine dell’Ottocento, ha attraversato l’intera Europa, mescolando ancora una volta il linguaggio dell’eros e quello dell’ansia, l’elogio della bellezza e quello della follia.

Paolo Pepe

È professore associato di Letteratura inglese presso l’Università degli Studi eCampus.

I suoi interessi di ricerca sono stati inizialmente rivolti alla narrativa e al teatro del Settecento; negli ultimi anni, ha concentrato gli studi sulla poesia e il teatro inglesi fra Cinque e Seicento, con saggi su Donne, Shakespeare e Daniel.

Attualmente sta approfondendo aspetti del romanzo gotico di primo e secondo Ottocento e l’analisi della produzione artistica di Dante Gabriel Rossetti.

Savina Stevanato

Prima assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, poi ricercatrice di letteratura inglese presso l’Università degli Studi eCampus, si è a lungo occupata di Modernismo inglese, rivolgendo particolare attenzione alla compresenza di codici e alle relazioni inter artes nell’opera di Virginia Woolf e T. S. Eliot.

Recentemente ha esteso la sua ricerca anche all’ambito rinascimentale e postmoderno con studi su Shakespeare e Angela Carter.