Alberto Sordi

Stefano Rizzo su «Nocturno».

Cue Press, diretta da Mattia Visani, è la prima casa editrice digitale (ma anche con edizioni cartacee) dedicata allo spettacolo e dal 2012 è votata al teatro con numerose ed interessanti pubblicazioni che coprono molte delle lacune della nostra editoria. Si può dire che la Cue Press abbia preso sulle sue spalle l’eredità di Ubulibri, indimenticata casa editrice diretta da Franco Quadri. Nel suo catalogo però è molto presente anche il cinema con alcune pubblicazioni inedite e riproposte. Tra i recuperi più importanti vorrei ricordare un grande libro, Neorealismo. Cinema italiano 1945-1949 a cura del compianto Alberto Farassino giustamente ripubblicato dopo trentanni. Anche il libro qui recensito è un recupero dal passato, in questo caso ci separano ben quarant’anni dalla prima edizione del 1979 per i tipi de Il Formichiere. Sto parlando di Alberto Sordi di Maurizio Porro, critico de «Il Giorno» e del «Corriere della sera» e autore di libri gustosi come Il cinema vuol dire e La cineteca di Babele.

Questo volume, ripubblicato per il centenario della nascita del grande attore è un classico della saggistica cinematografica italiana e fu una delle prime monografie dedicate ad Alberto Sordi e questo sottolinea il ritardo della critica nel comprendere il valore non solo commerciale del suo cinema. Il libro è ancora oggi tra i più validi testi su un attore italiano ed è ricco di riflessioni e considerazioni preziose. Leggerlo dà la sensazione di dare per la prima volta uno sguardo approfondito sul percorso di attore di Alberto Sordi. Oggi la grandezza e la densità della sua attività cinematografica è strabiliante e condivisa da qualunque storico o critico. Nel 1979, invece, nonostante Sordi avesse già girato in sostanza tutti i suoi più grandi film e si avviasse ai decenni più deboli della sua filmografia, gli ’80 e ’90, non erano ancora molti gli studiosi che lo ritenevano degno di un approfondimento (si può ricordare il rifiuto di Fofi di scrivere un libro insieme all’attore prima del pentimento che lo portò a pubblicarlo nel 2003 dopo la morte di Sordi). Porro era invece tra i critici illuminati e questo libro lo dimostra.

Attraverso le sue pagine possiamo entrare nel ‘cervello’ di Sordi attraverso una lunga conversazione con l’attore, tra le più belle interviste da lui rilasciate. Inoltre troviamo un’introduzione biografico-critica di Porro e alcune significative testimonianze di Luigi Comencini, Enrico Montesano, Nanni Loy, Morando Morandini e Dino Risi. La seconda parte del libro è una sorta di enciclopedia per immagini della recitazione dell’attore. Attraverso molti fotogrammi e foto di scena dei suoi film Porro, con la sua consueta vocazione al ‘dizionario’, riesce a darci, con brevi testi, un panorama completo dell’ampia gamma gestuale del lavoro di Alberto Sordi alle prese con una possibile e molteplice definizione del carattere dell’italiano. In coda la filmografia completa, aggiornata all’ultimo film girato dall’attore, come del resto è riveduto ed ampliato tutto il volume. Da notare l’ottima veste grafica dei libri Cue press a cura di Chia Lab.

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