Dittico arabo

La casa di Ramallah. La pace

In Dittico Arabo Antonio Tarantino pone al centro della scena il tema del conflitto israelo-palestinese, le cui drammatiche tensioni non accennano a esaurirsi. 

La casa di Ramallah è la storia di un padre e una madre che accompagnano la loro figlia a farsi esplodere in un supermercato.

A bordo di un fantomatico treno interregionale le parole ripercorrono le volute di tre menti febbricitanti, dove un remoto e confuso passato ora si salda ora si divide da un presente agognato eppure temuto.

La verve ironica di Tarantino si fa ancora più caustica e dirompente in La pace.

Arafat e Sharon vengono attratti su un arido scoglio del Porto di Tunisi da una strega che, dopo aver conosciuto le loro trame per giungere alla pace, li condanna all’esilio nel deserto.

Arsi dalla sete e in preda ai miraggi i due ex leader sperimenteranno loro malgrado una sorta di convivenza.

Raccattati infine da una puttana del deserto verranno scaraventati da un vecchio aereo Swordfish, misere prede della legge di gravità.

Antonio Tarantino

Nato a Bolzano nel 1938, si trasferisce in giovane età a Torino.

Fino agli anni Novanta lavora come artista figurativo e approda nel mondo teatrale solo dopo i cinquant’anni, quando nel 1993 vince il premio Riccione per il Teatro con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni.

Tra le altre pubblicazioni per il teatro: Giuseppe Verdi a Napoli (Cue Press, 2017), Materiali per una tragedia tedesca (prima ed. Ubulibri, 2000, riedito da Cue Press, 2016), Dittico arabo. La casa di Ramallah e La pace (prima ed. Ubulibri, 2006, riedito da Cue Press, 2021), Gramsci a Turi (prima ed. Ubulibri, 2009, riedito da Cue Press, 2021) e il postumo Barabba (Cue Press, 2021).