Neorealismo

Poetiche e polemiche

La parabola del neorealismo è stata accompagnata e seguita da un serrato confronto ideale, cui hanno partecipato molti fra i maggiori scrittori e artisti del Novecento.

Abbiamo raccolto in questo volume gli interventi più significativi, apparsi lungo l’arco d’un trentennio: dichiarazioni programmatiche, riflessioni autocritiche, apologie e polemiche cui abbiamo aggiunto, per un’adeguata integrazione, qualche bilancio di carattere complessivo e documenti atti a illustrare le posizioni assunte dai gruppi redazionali di riviste come «Il Politecnico», «Società», «Realismo», «Il Contemporaneo».

Ne esce un panorama vario e articolato, utile al lettore che desideri comprendere attraverso quali passaggi si è determinata, in questo secondo Dopoguerra, una profonda frattura verso i modelli correnti del rapporto fra intellettuali e società.

Le stesse poetiche dei singoli autori acquistano contorni più precisi nel fuoco di un dibattito che, lungi dall’accentrarsi in modo prevalente su specifici problemi d’estetica, si è appuntato fin dall’inizio su temi di grande rilevanza storica ed esistenziale: l’indissolubilità e la distinzione del «pubblico» e del «privato», le responsabilità della cultura e la libertà di cui essa si alimenta, la funzione delle avanguardie e il senso della tradizione come conquista, la necessità di operare scelte politiche nette e i rischi insiti in ogni progetto globale.

Scritti di Alvaro, Bernari, Brancati, Cassola, Calvino, De Santis, De Sica, Fellini, C. E. Gadda, Gallo, Guttuso, Jovine, C. Levi, Lizzani, Moravia, Pavese, Pasolini, G. Pintor, Pratolini, Rossellini, A. Steiner, Visconti, Vittorini, Zavattini e altri.

Claudio Milanini

È stato docente nelle Università degli Studi di Udine e di Milano.

Nella sede lombarda ha coordinato il dottorato di ricerca in Storia della Lingua e Letteratura Italiana (1995-2000) e diretto il Dipartimento di Filologia Moderna (2002-08).

Ha dedicato le sue ricerche soprattutto a narratori e poeti, rivolgendo l’attenzione da un lato alle scelte strutturali e stilistiche da loro compiute, dall’altro al quadro storico entro cui tali scelte vanno collocate.

Sul versante ottocentesco ha dedicato ampie analisi alle opere di Porta, Leopardi, Cesare Cantù, Nievo, Valera; su quello novecentesco si è occupato in particolare (con saggi, profili critici, articoli) di Saba, Slataper, Devescovi, Antonia Pozzi, Calvino, Fenoglio, Pasolini, Meneghello, Sereni, Amelia Rosselli, Benni.

Ha inoltre curatole opere di vari autori: Della Casa (Galateo), Nievo (Le Confessioni d’un Italiano), Slataper (Il mio Carso), Saba (Coi miei occhi; Antologia del Canzoniere), Quasimodo (Poesie), Calvino (Romanzi e racconti; Tutte le cosmicomiche; Il barone rampante; Lettere), Fenoglio (Il partigiano Johnny).

Dall’interesse verso i movimenti culturali e l’evoluzione del sistema dei generi è nato, oltre al capitolo sulla poesia romantica apparso nella storia letteraria diretta da Brioschi e Di Girolamo, il volume di cui si presenta ora una nuova edizione.

Per iniziativa dei colleghi del Dipartimento è uscita nel 2014 una corposa raccolta dei suoi scritti: Da Porta a Calvino, a cura di Martino Marazzi (Milano, Led).