Philippe Soupault
Philippe Soupault (1897-1990), racconta Breton, entrò in un gran numero di case per domandare alla portinaia se là abitasse Philippe Soupault, e soggiunge:
«Penso che non sarebbe stato sorpreso da una risposta affermativa. Sarebbe andato a bussare alla sua porta».
Spiazzamento, casualità, gioco sono alla base di un episodio che offre una grottesca e assurda chiave di lettura di una delle figure più significative delle avanguardie europee.
Tra i fondatori del dadaismo e del surrealismo, scrive con Breton I campi magnetici, fondamento della scrittura automatica.
Non aderisce al partito comunista e nel 1926 viene ‘scomunicato’ dai surrealisti, da cui prende le distanze.
Sulla linea di attenzione del poligrafo Soupault coesistono poesie, racconti, romanzi, saggi, teatro, giornalismo, narrazioni di viaggio, radio, cinema: battendo a tante porte, come nell’aneddoto di Breton, aveva trovato la sua casa.

