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Il cinema contemporaneo interpreta le tensioni del presente. Intervista a Roy Menarini
25 Gennaio 2026

Il cinema contemporaneo interpreta le tensioni del presente. Intervista a Roy Menarini

Redazione

Roy Menarini, critico cinematografico e docente dell’Università di Bologna, parte da una semplice domanda: «Che cos’è un film oggi, dopo il 2000?». La risposta, però, non è altrettanto immediata: ed è anzi da qui che prende vita la sua ultima pubblicazione (in uscita per Cue Press dal 29 dicembre), Il film nel XXI secolo.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Menarini, che ci ha guidato in questa analisi – quasi un viaggio, anzi – del cinema degli ultimi anni.

Il suo volume parla di ‘cinema contemporaneo’: come lo si può definire?

Un cinema molto difficile da identificare, che affronta inconsciamente le tensioni del presente (politiche, climatiche, sociali, sanitarie) e le rielabora ogni volta con un diverso approccio.

Quali sono gli aspetti più riconoscibili dei film nel ventunesimo secolo? 

Rispetto a quello del passato il cinema contemporaneo non ha il tempo di radicarsi nell’immaginario collettivo perché i film escono in numero massiccio e non hanno più lo statuto che avevano nel Novecento. Eppure, il cinema contemporaneo è interessante tanto quanto quello del passato poiché è in grado di intercettare alcuni degli aspetti principali della nostra contemporaneità ed è comunque il medium più importante e più interessante con cui fare i conti. Inoltre, il ritorno in sala di tanti classici restaurati stimola anche gli autori di oggi.

Nel libro definisce Ratatouille una «perfetta metafora del cinema contemporaneo»: perché e quali sono secondo lei gli aspetti più rilevanti?

Ci sono tante cose nel film Ratatouille che ci riportano all’oggi, per esempio alla vicinanza con l’esperienza estetica, che è diventata così importante negli ultimi tempi per cui vedere un film o assaggiare un piatto sono un po’ delle ossessioni, ossessioni del gusto e dell’esperienza in epoca contemporanea. D’altra parte vediamo anche la competenza del non professionista, che è un altro elemento tipico del nostro modo dei social media. Qui abbiamo un topolino estremamente in gamba che riesce a diventare un grande cuoco contro tutte le gerarchie (sappiamo quanto esse siano qualcosa che sta scomparendo nel mondo contemporaneo). Inoltre c’è anche una questione sulla tecnologia applicata al cinema, in questo caso applicata all’animazione, che rende i film molto più attraenti per il pubblico contemporaneo; e in generale c’è anche la vecchia visione dell’Europa da parte di Hollywood, che getta un ponte tra culture occidentali che oggi fanno un po’ fatica a parlarsi.

In quale direzione si sta muovendo il cinema di oggi?

Il cinema di oggi non sembra avere una direzione precisa, sarebbe impossibile indicarne una sola, tanto è vero che nel mio libro ho cercato di osservare ben venti categorie. Da questo punto di vista diciamo che è un cinema sospeso tra il passato e il futuro e sembra avere difficoltà a mettere a fuoco il presente. D’altra parte sappiamo bene come il ventunesimo secolo sia un secolo estremamente complicato, segnato da una crisi economica, dalle guerre, dalla pandemia e da uno sconvolgimento degli assetti occidentali e orientali. Il cinema è un gradiente, un reattore, qualcosa che ha a che fare con tutto quello che sta avvenendo e sembra anche aver lasciato il Novecento per salpare verso un futuro anche tecnologico; basti pensare al rapporto tra cinema in sala e cinema in piattaforma, di cui non sappiamo ancora prevedere esattamente i connotati futuri.

Un piccolo assaggio: cosa troveremo ne Il film nel XXI secolo?

Nel volume ho cercato di costruire una mappa, ho cercato di offrire in questo percorso molto rizomatico alcuni punti fermi retrospettivi, poiché quello che sappiamo è solamente quello che è successo in questi venticinque anni. Vediamo quanto il cinema cerchi di essere resiliente nei confronti di una situazione mediale completamente cambiata e come cerchi anche di essere ancora oggi il punto di riferimento per tanti spettatori che non credono alla frantumazione dei media o all’elemento pulviscolare dei testi audiovisivi. Che cercano nella forma film ancora qualcosa di stabile e duraturo. Ed effettivamente i film del ventunesimo secolo stanno cercando di offrire percorsi chiari e di dare una forza narrativa estetica a un presente caotico. Questi sono i punti fermi che cerco di offrire nel volume, citando tantissimi film, dai più rilevanti culturalmente, ai più piccoli, che spesso hanno qualcosa da dirci per questa sorta di costellazione del contemporaneo.

Roy menarini il film nel XXI secolo cover

Carta: 24,99