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Tour di presentazioni per il primo libro italiano su Milcho Manchevski
18 Giugno 2026

Tour di presentazioni per il primo libro italiano su Milcho Manchevski

Veronica Orciari, «Cinecittà News»

Manchevski: fiction & nonfiction raccoglie saggi, interviste e testi che ripercorrono il pensiero e la carriera del regista Leone d’Oro per Prima della pioggia

Manchevski: fiction & nonfiction, pubblicato il 3 giugno da Cue Press, riunisce saggi, interviste e materiali dedicati alla produzione cinematografica e alla ricerca teorica di Milcho Manchevski, per la prima volta in un’edizione italiana.

Tradotto e curato da Ludovico Cantisani — che ha coprodotto il suo nuovo film Sister Brother Manhole Cover — e prefato da Alberto Barbera, il libro raccoglie cinque saggi di Manchevski sul cinema e sulle arti, una selezione di interviste rilasciate alla stampa italiana più una lunga conversazione inedita con Adriano Ercolani, l’opera narrativa post-concettuale Il fantasma di mia madre e un’ampia biofilmografia  del regista a firma della studiosa tedesca Iris Kronauer. Le interviste e i materiali biografici ricostruiscono una carriera straordinaria, segnata da sfide e innovazioni, mostrando come Manchevski abbia costantemente tradotto i propri princìpi teorici nella pratica cinematografica. Il fantasma di mia madre, risalente agli anni Ottanta, offre uno sguardo sulle fondamenta sperimentali e talvolta liriche della sua poetica narrativa. In questo modo, il volume amplia il proprio orizzonte oltre il cinema stesso, trasformandosi in una riflessione sulla narratologia e sulle sfide linguistiche dell’espressione artistica.

Attraverso i suoi saggi, come evidenzia il filosofo Ivan Djeparoski nell’introduzione a tale sezione del libro, Manchevski entra a far parte di quel ristretto gruppo di registi che, oltre a scrivere i propri film, sono capaci di formulare una teoria del cinema originale e convincente, ponendo al centro della propria ricerca il rapporto ambivalente tra verità e finzione. Il primo dei cinque saggi, Arte, violenza + società: alcune note (tono e funzione: arte e rito) — originariamente pubblicato su una rivista della Macedonian Art & Science Academy nel 2007 — è una raccolta di appunti sulla rappresentazione della violenza nell’arte e in generale sulla narratologia, arrivando alla conclusione che «Dio è nei dettagli. L’arte e tra le righe. Non conta il cosa, ma il come».

Il successivo Perché mi piace scrivere e odio dirigere: confessioni di un regista-sceneggiatore in via di guarigione — nato da un intervento a un convegno internazionale di sceneggiatori e registi a Potsdam nel 2014 — ci porta nel cuore del laboratorio creativo di Manchevski, che racconta della sua abitudine a scindere completamente la fase di scrittura e il momento delle riprese del film, fino a considerare slegato il ruolo del regista da quello dello sceneggiatore anche quando è lui stesso a coprire entrambe le funzioni. In Basato su una storia vera: verità e finzione, arte e fede — trascrizione di un intervento tenuto alla conferenza «Film and Faith»organizzata in Vaticano dalla Pontificia Università Lateranense nel 2011 — , Manchevski esprime la sua diffidenza verso il genere del documentario e racconta dettagli della concezione di Prima della pioggia e del suo quarto lungometraggio Mothers, con una sezione documentaristica e due parti di finzione. Verso l’arte totale: la negazione come movimento è il più antico dei cinque saggi: scritto nel 1983, ci presenta un Manchevski ventiquattrenne intento a elaborare una personalissima teoria dell’arte occidentale. Grandi speranze: quando il film non è ‘abbastanza macedone’ — versione espansa di un articolo commissionato da Cineuropa nel 2022 — è incentrato sulle esperienze personali di Manchevski rispetto a un doppio livello di aspettative: da un lato, l’atteggiamento dei suoi connazionali nei confronti dei suoi lavori, dall’altro, l’attitudine di alcuni distributori, produttori esteri e programmatori di festival verso i film provenienti dall’Est Europa e in generale dalle cosiddette «cinematografie minori». 

La pubblicazione di Manchevski: fiction & nonfiction in lingua italiana consolida ulteriormente il lungo rapporto del regista con il nostro Paese, iniziato nel 1994 dopo il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Questo legame è proseguito attraverso la coproduzione italiana dei successivi film DustShadows e adesso del nuovo progetto Sister Brother Manhole Cover, trovando nuova linfa anche in occasione dell’ appello pubblico in sostegno del cineasta di Skopje, firmato nel 2023 dal direttore della Mostra Alberto Barbera e dai presidenti di Anac e CentoAutori, durante una accesa controversia tra il cineasta e l’Agenzia cinematografica della Macedonia del Nord.  

Dopo aver completato in Italia, all’inizio di quest’anno, la post-produzione di Sister Brother Manhole Cover, Manchevski è protagonista di tre distinti appuntamenti nel nostro Paese nel mese di giugno 2026.  Dal 3 all’8 giugno ha fatto parte della giuria della prima edizione del TiCinema Film Festival di Pavia, dove sono stati proiettati i suoi film Prima della pioggia e Willow.  È inoltre ospite d’onore della storica Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, dove riceverà il premio Pesaro Nuovo Cinema 62. Mercoledì 17 giugno è stato proiettato in piazza del Popolo il suo secondo lungometraggio Dust, western cubista ambientato tra gli Stati Uniti e la Macedonia dei tempi della rivolta ottomana, per celebrare il venticinquesimo anniversario della pellicola; giovedì 18 giugno alle 11, presso la Chiesa della Maddalena, Manchevski terrà una masterclass comprendente anche la presentazione del libro Manchevski: fiction & nonfiction, mentre alle 15, al Teatro Sperimentale, si terrà l’anteprima italiana di Bikini Moon, meta-mockumentary girato a New York nel 2016. Infine, venerdì 19 giugno alle 21 il libro sarà presentato anche a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, nell’introduzione alla proiezione di Prima della pioggia — tra i film proposti da «Lo spirito del tempo», la rassegna estiva del Nuovo Cinema Aquila, organizzata da Cinema Mundi Cooperativa Onlus, con la direzione artistica di Mimmo Calopresti, Fabio Meloni, Domenico Vitucci, Gaia Siria Meloni, Giulio Mezza e Federico Manetti.

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