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Una donna giudicata da altre donne
14 Gennaio 2026

Una donna giudicata da altre donne

Valeria Ottolenghi, «Gazzetta di Parma»

Inghilterra 1759, il dramma L’Empireo emozionante anche alla lettura

«Hai lo stomaco in subbuglio?», «Ti gira la testa?», «Soffri di rutti acidi?», «Le tue mammelle sono morbi-de?», «Sei cosi stanca che non riesci a tenere gli occhi aperti?»: le domande si fanno incalzanti.

Perché quello è il compito assegnato: devono stabilire loro, le Matrone che compongono la giuria, se Sally Poppy, «ventuno anni o giù di lì», accusata di omicidio, possa essere impiccata. Questa la legge: nel caso l’imputata aspetti un figlio dev’essere salvata, non più condannata a morte ma deportata in America. È un testo drammaturgico colmo di tensione, dai molteplici colpi di scena L’Empireo di Lucy Kirkwood, autrice teatrale inglese che ha meritato i più alti riconoscimenti – e quest’opera, pubblicata da Cue Press (pag. 80, euro 19,99), traduzione di Monica Capuani, riesce a mantenere insieme, intrecciare magnificamente, non solo più tematiche ma anche diverse forme narrative.

Si avverte una forte suspence ma intanto si svela la condizione femminile, spazio e tempo sono definiti, marzo 1759, «al confine tra Norfolk e Suffolk, Inghilterra», ma ci sono slittamenti che sottraggono limiti, confini, come per l’apparizione della donna delle pulizie che, verso la fine, entra in scena con aspirapolvere e walkman anni ottanta, si colgono aspetti sociologici, di potere, mentre la forte caratterizzazione delle singole protagoniste riesce a convivere con il senso di coralità trasmesso da questo gruppo di donne convocate per prendere una decisione tanto difficile, che interroga la coscienza.

Non si è avuto modo di vedere la messa in scena che ha osato affrontare Serena Sinigaglia, ma s’immagina un impegno di straordinaria complessità: l’Empireo del titolo, The Welkin, la volta più lontana, immobile, è il Cielo nominato più volte, anche come invocazione, ma ritorna come riferimento anche per il passaggio della cometa di Halley. Lo spettacolo non è in programma in Emilia-Romagna, tuttavia – anche per la lettura, davvero avvincente – si preferisce qui non dire troppo: anche se l’opera della Kirkwood è di grande interesse da molteplici prospettive non si vuole sottrarre il gusto dell’attesa.

Di chi era veramente figlia Sally? E: verrà impiccata? Davvero aspettava un bambino. Nell’elenco dei personaggi c’è anche una precisa didascalia: Coombes, il funzionario che si vedrà poi chiuso con le dodici donne della giuria che ha il compito di capire se Sally sia incinta, deve apparire, nella prima scena con Elizabeth, come un uomo buono, il legame tra loro «venato d’amore quanto di carica erotica». Come mai questa sottolineatura? Anche lui svelerà comportamenti inattesi? Era morta una ragazzina, Alice, figlia della ricca, dominante famiglia Wax, che esercitava il suo potere in tante forme, il capofamiglia anche esigendo rapporti sessuali con le giovanissime lavoranti della casa.

La prima scena è una sorta di prologo. Sally, che era scomparsa di casa, torna dal marito: è tutta insanguinata, vuole prendere i suoi soldi, che era riuscita a risparmiare, ma che ora non trova più. Deve andare via. «Avrò un bambino. E non è tuo». Fred la insulta e domanda che Dio la perdoni.
La battuta che segue è folgorante, una metafisica conquistata fisicamente, «Dio è dentro di noi. Nel corpo…È nel sangue, nella carne, nel cervello». È ricco di queste intuizioni, a tratti anche ingenue, dalle sfumature comiche, L’Empireo, salti del pensiero che incrociano superstizioni, credenze proprie della cultura orale. Elisabeth «trentacinque anni, più o meno», levatrice, pare lei inizialmente guidare il gruppo delle Matrone. È dura con i genitori di Alice, anche con la madre, una donna a cui la vita non aveva mai tolto niente, che forse si sarebbe addolcita nel dolore, «come una brina su mia rapa».

Non vorrà neppure pregare insieme alle altre perché Dio le illumini verso un giusto verdetto. Un uomo era appena stato impiccato per l’assassinio della piccola Alice, certa la complicità di Sally, che è spaventata, in particolare per le urla che vengono da fuori, la folla furiosa, inferocita, che pretende la sua morte pubblica. Si parla molto dell’esperienza del parto, ma c’è anche chi è arrabbiata per non essere riuscita ad avere figli. Ci sono storie di aborti, di bimbi nati morti. E sempre tanto, tantissimo è il lavoro per le donne. Kitty, quando arriverà il momento dei saluti, dirà che in fondo era stato bello stare fuori casa tutto il giorno. Commovente la visione di Sally che, mentre sognava un uomo mandato dal cielo, era arrivato davvero: unica differenza il colore del cavallo! lei aveva capito che era perduta e che avrebbe fatto tutto quello che lui le avrebbe chiesto… Anche se ai primi mesi di gravidanza – ammesso che così fosse – il primo latte che esce dal seno potrebbe essere un buon sintomo… O è forse meglio chiamare un medico? Elisabeth si sente ferita: perché la parola di un dottore dovrebbe valere più della sua? Ma il Settecento è il secolo dell’illuminismo: il confronto è anche con la razionalità, con le certezze della scienza. Tuttavia sembra sia sempre più facile indagare quanto accade in cielo:

«È proprio strano – dirà Ann – conosciamo il movimento di una cometa lontana migliaia di chilometri più di come funziona il corpo di una donna».

Nella copertina del libro c’è la foto di Arianna Scommegna, una delle attrici più grandi oggi in Italia, innumerevoli i premi: s’immagina sia suo il ruolo di Elisabeth che, nel cuore del testo, lotterà per raggiungere l’unanimità necessaria per provare a salva-re Sally: «Io vi chiedo di sperare in lei, in modo che senta che è degna di speranza».

Lucy kirkwood l empireo cover

Carta: 19,99