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Una mappa per orientarsi nei film del nostro secolo
17 Maggio 2026

Una mappa per orientarsi nei film del nostro secolo

Giorgio Burreddu, «la Repubblica»

Abbiamo bisogno di bussole. Anche per i film. Come quella di Roy Menarini, docente di Cinema e Industria Culturale all’Unibo, in libreria con Il film nel XXI secolo (Cue Press).
«Il volume nasce per invertire la tendenza a considerare il cinema del passato inarrivabile e quello del nuovo secolo come residuale dal punto di vista artistico».

Qual è il problema?

La frenesia informativa. Che impedisce di apprezzarli e approfondirli. Vorrei mostrare che il cinema del XXI secolo è vivace e contiene grandi film come nel passato.

Considera gli anni dal 2000 al 2025: quanto è cambiato il cinema?

Ogni datazione è arbitraria, ma è utile: il presente è cambiato dopo l’11 settembre 2001, l’Ue, le crisi belliche, pandemiche e climatiche. Dobbiamo capire se il cinema riesce a spiegare il nostro secolo come ha fatto col Novecento. Per questo ho scelto venticinque anni. Non il cinema in generale, ma i film singoli: è la forma film, nella sua unicità, a restituire la capacità di entrare in questo presente caotico.

Tra le categorie che sviluppa c’è «post(u)moderno». Ce la spiega?

Ho cercato di riordinare venticinque anni attraverso venti categorie tematiche. Una è il post(u)moderno, un gioco tra postmoderno e postumo, dopo la morte. Un tratto della contemporaneità. C’eravamo salutati con l’idea che il passato fosse un archivio ludico, con cui giocare. Nel XXI secolo prevale invece la malinconia.

C’è un problema di nostalgia.

Cineasti noti per l’ironia, come Tarantino, sono diventati più seri, interrogando la storia, cercando di correggerla con il cinema. È un ripiegamento sul passato. Il cinema diventa quasi un luogo museale di immagini che sembrano non riuscire più a tornare. Ed è forse la prima preoccupazione perché, sebbene l’idea abbia poi fornito spunti a grandi film come The Artist, c’è il rischio che troppa nostalgia tarpi le ali alla progettazione del futuro. Il cinema ha sempre pensato di essere un’utopia dentro al presente. Talvolta lo è, talvolta fa fatica ad esserlo oggi.

Cosa cercano i ragazzi?

Alcuni faticano a gerarchizzare ciò che guardano: sono iperstimolati da TikTok e YouTube. Distinguono un film da un video, ma le immagini li sommergono. Quando incontrano i grandi film, però, possono nascere passioni durature. Valorizzano il cinema
nella sua essenza.

E le generazioni più mature?

Si cerca sempre un po’ se stessi. Dopo la pandemia il pubblico è diminuito soprattutto tra i cinquanta e i settanta anni. I giovani sono tornati magari per film-evento come Barbie e Oppenheimer, ma ci vanno. Le generazioni più mature dovrebbero dare fiducia al nuovo e riaprirsi a provocazioni: il cinema deve spiazzare lo spettatore. Avviene coi film giusti.

Roy menarini il film nel XXI secolo cover

Carta: 24,99