Tennessee Williams e Improvvisamente l’estate scorsa
Scrittura, autobiografia, politica
Collana I saggi
Lingua Italiano
Il libro
«Suddenly Last Summer è un esercizio di scrittura come negromanzia»: così il «New York Times» nel 1958 salutava il debutto di quello che sarebbe diventato un classico del Novecento teatrale.
Non un dramma realistico, ma «una sorta di poema», lo definiva l’autore, un «morality play» sulla confusione e sulla violenza, un pezzo sperimentale in cui far coesistere tragedia greca, simbolismo e teatro epico.
Questo studio, la prima monografia italiana dedicata a Improvvisamente l’estate scorsa, ripercorre i grandi snodi tematici e formali del testo, insieme alle sollecitazioni autobiografiche e ai motivi storico-politici, troppo spesso ignorati, tra Grande depressione, Guerra fredda e segregazione razziale.
Williams pensava per immagini, le sue pagine visionarie scaturivano da processi creativi analoghi a quelli dell’attore o del regista.
La scrittura della luce, del suono, dello spazio – nella relazione dinamica con la parola e i corpi – è la caratteristica del suo teatro su carta.















