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L’arte di leggere il presente: Goffredo Fofi, la critica e la militanza culturale
Goffredo Fofi

L’arte di leggere il presente: Goffredo Fofi, la critica e la militanza culturale

Negli ultimi anni della sua vita Goffredo Fofi aveva scelto Cue Press come uno dei suoi luoghi di elezione. Lo dimostrano le numerose opere pubblicate e i contributi che ci ha lasciato: libri, prefazioni, curatele, riproposte critiche e interventi che attraversano cinema, teatro, società e cultura popolare.

Fofi è stato forse più di chiunque altro il modello di una critica militante capace di interrogare il presente attraverso l’arte. Vicino agli ultimi, alle minoranze e ai margini, ha costruito per decenni un terreno critico indispensabile alla diffusione delle opere e delle idee, inventando riviste, premi e spazi di confronto — da La terra vista dalla luna a Lo straniero, fino a Gli asini.

I libri pubblicati con Cue Press restituiscono con particolare chiarezza il suo metodo: leggere il cinema, il teatro e la cultura come strumenti per comprendere la società e le sue trasformazioni. Cinema e teatro del Fronte Popolare (2020) attraversa il teatro e il cinema francese degli anni Trenta, interrogando figure come Jean Renoir e Jean Vigo alla luce delle tensioni politiche e sociali del loro tempo. Nello stesso anno Cue Press ha pubblicato, con la cura e introduzione di Fofi, Jean Vigo. Vita e opere di un regista anarchico di Paulo Emílio Sales Gomes, riportando in Italia un testo fondamentale e allora inedito.

Accanto alla riflessione cinematografica, Fofi ha lasciato libri che sono insieme critica, memoria e antropologia culturale. Più stelle che in cielo. Il libro degli attori e delle attrici non è soltanto un catalogo di interpreti — da Gary Cooper a Anna Magnani — ma anche un’indagine sul nostro bisogno di riconoscerci nelle immagini e nei miti dello spettacolo.

Importante è stata anche la ripubblicazione di Vittorio De Seta. Il mondo perduto, scritto con Gianni Volpi, dedicato a Vittorio De Seta, così come il lavoro storiografico su Il teatro di Totò. 1932-46, che restituisce alle nuove generazioni materiali fondamentali del periodo teatrale di Totò.

Tra i volumi più significativi va ricordato anche Cinema e fantascienza, scritto insieme a Marcello Flores: un attraversamento della fantascienza cinematografica come specchio delle paure, delle utopie e delle trasformazioni del Novecento.

Accanto ai libri direttamente firmati da Fofi, Cue Press ha inoltre pubblicato opere profondamente vicine al suo universo culturale, come Follie del varietà, realizzato insieme a Stefano De Matteis: un libro dedicato alle forme popolari, marginali e irregolari dello spettacolo che Fofi ha sempre osservato con particolare attenzione.

L’ultimo contributo lasciato da Goffredo Fofi a Cue Press — e forse l’ultimo contributo in assoluto — è stato la prefazione all’autobiografia di Josef von SternbergAvventure in una lavanderia cinese: quasi un ultimo segno di fiducia verso un progetto editoriale che aveva riconosciuto come interlocutore privilegiato per il suo modo di intendere la cultura e la critica.

Per noi di Cue Press, lavorare accanto a Goffredo Fofi ha significato soprattutto confrontarsi con un’idea esigente e radicale della cultura: una cultura mai separata dalla vita reale, dalle contraddizioni sociali, dalle persone. La sua presenza è stata per noi non soltanto quella di un autore, ma di uno sguardo critico capace di mettere continuamente in discussione il presente, le forme artistiche e anche il ruolo stesso dell’editoria. Tenere vivi oggi questi libri significa continuare a far circolare quel metodo, quella curiosità inquieta e quella fiducia ostinata nella possibilità che il pensiero critico abbia ancora una funzione necessaria nel nostro tempo.

C’erano ancora libri e progetti a cui teneva molto, e speriamo di riuscire a portarli presto ai lettori.

E un po’ ci manca.